La morte fredda dell’universo – Big Freeze


La “morte dell’universo” è un concetto cosmologico che descrive i possibili scenari del suo destino finale, basati sulle leggi della fisica e sull’osservazione dell’espansione cosmica.

Ci sono almeno cinque teorie di interesse

  1. Morte Termica (Big Freeze)
  2. Big Rip (Grande Strappo)
  3. Big Crunch (Grande Collasso)
  4. 4. Big Bounce (Grande Rimbalzo)
  5. Decadimento del Falso Vuoto

A queste si aggiungono le teorie sulla quantità di materia nell’universo. Viene ipotizzata una quantità limite al di sotto della quale l’universo si espande; al di sopra si contrae, oppure è statico.

Dal momento che sappiamo che l’universo è in costante crescita la teoria più accreditata è il Big Freeze

Big Freeze

La causa prima sarebbe una energia oscura che si opporrebbe alla forza gravitazionale tra le stelle, tra le galassie, tra gli ammassi stellari, malgrado la presenza di un una notevole quantità di materia oscura presente nell’universo che tenderebbe ad attrarle.

Questa energia generata dal vuoto non si sa che cosa sia, però esiste e la sua presenza è stata confermata recentemente grazie ad una scoperta importante secondo la quale l’Universo non solo si espande ma accelera sempre di più la sua fuga, allontanandosi dal luogo di nascita dove il big bang ha dato origine circa 15 miliardi di anni fa al tutto che conosciamo.

L’Universo in questa condizione diventerà sempre più rarefatto. La materia disperdendosi non favorirà più la nascita di altre stelle.

Le stelle esauriscono il loro combustibile e si spengono. Si spegneranno tutte le galassie. Gli astri più grandi (almeno tre volte il nostro Sole), secondo le regole, alla fine della loro vita collasseranno diventando buchi neri mentre gli astri minori si trasformeranno in nane nere, cioè stelle senza alcun raggio di luce, disperse nel buio cosmico.

E il tutto dovrebbe finire, si dice, tra 10 mila miliardi di miliardi di anni, con un flebile lamento.

La fine dell’universo sarà lentissima e fredda.