Scienza e filosofia 2) Coesistenza difficile


A partire dal Seicento la separazione dei due ambiti disciplinari si è fatta sempre più netta.

Il distacco tra la filosofia e la scienza è stato più lento nell’ambito riguardo lo studio dell’essere umano, la mente e che cosa sono le società umane.
Negli ultimi decenni il distacco delle scienze dell’uomo dalla filosofia si è accelerato, un po’ perché le scienze dell’uomo vanno stabilendo sempre più stretti collegamenti con le scienze della natura, che già si sono rese indipendenti dalla filosofia, e un po’ perché semplicemente fanno progressi e scoprono nuovi metodi di studio come le simulazioni al computer dei comportamenti umani e delle società umane.

Così, se l’obiettivo è quello di conoscere la realtà nei suoi vari aspetti, la scienza sta ormai prendendo il posto della filosofia.

Ed ecco che i filosofi abbandonano le considerazioni empiriche della natura e delle sue finalità entrando a capo fitto nella scienza, nei suoi studi e nelle sue scoperte, dotandosi di una nuova definizione: “filosofia scientifica” che si pone come obiettivo di rendersi utile e di supporto alla scienza sperimentale. In definitiva l’intendimento della nuova filosofia è quello di occuparsi delle finalità della scienza. Un ulteriore tentativo di invasione del campo, di appropiarsi delle scienza quasi a volersi riprende la genetorialità della scienza.

Ma la scienza ha proprio bisogno dell’aiuto della filosofia scientifica?

  • Einstein la riteneva una indebita intromissione nella scienza per il semplice fatto che i filosofi non conoscono la scienza e non possono argomentare su cose che non sanno. Ad un filosofo disse di studiare la relatività prima di parlarne di relatività.
  • Per Friedrich Nietzsche fra la filosofia scientifica e la vera scienza non esiste parentele, né amicizia e neanche inimicizia: esse vivono su pianeti diversi. E cos’ deve restare.
  • Più chiaro è stato il fisico Stephen Hawking: la filosofia scientifica è morta perché non risponde alle domande ultime sul mondo e sulla natura di appartenenza della scienza e la filosofia non è in grado di restare al passo degli sviluppi scientifici.

Considerazioni che sono state prese male dai filosofi che hanno reagito duramente dando dell’ignorante a Hawking in materia di conoscenza della natura rivendicando il diritto di farsi domande su come procedere e nell’acquisizione di conoscenze scientifiche, su come si articola e sviluppa l’impresa scientifica e quali sono le sue componenti principali. Se è utile la conoscenza di elementi famigliari come lo spazio tempo, se è utile tutto questo.
Insomma un tentativo di acquisizione di una nuova identità, di una nuova dignità. Un restyling; una rivisitazione di come intendere la nuova filosofia. Un nuovo modo di interpretare le conoscenza della realtà di tutte le cose, di riprendere le redini dello studio dell’intero o della totalità. Di essere riconsiderata la madre delle scienze, di tutte le scienze

E’ pur vero che i filosofi hanno acquisito, studiando, una discreta conoscenza del campo della fisica, ma manca «l’arte della scienza» che la scienza possiede come materia propria. La filosofia non è arte, è una forma di pensiero che non da diritto a disquisire o interferire nel campo scientifico. Assaggiatori di ricette di cucina l’hanno definita. Diciamo dei «critici» d’arte, pur non conscendo l’arte della cucina, della pittura, della … fisica, medicina, psicoanalisi ecc. ecc.

Non  è chiaro il modo in cui la nuova filosofia scientifica possa essere di aiuto alla scienza, ma tanto è.

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